Midterm USA: storicamente i mercati apprezzano un Congresso diviso
Data pubblicazione: 29 ottobre 2026
Autore:


- Storicamente, negli anni delle Midterm si nota maggior volatilità, spesso seguita da una rapida ripresa.
- Nel 2026 Wall Street ha sfidato le statistiche, mostrando forza nonostante le numerose incertezze.
- Nel lungo periodo, a guidare i mercati sono soprattutto utili aziendali, investimenti e fondamentali economici.
LE AZIONI TENDONO A SALIRE DOPO IL VOTO DI METÀ MANDATO
Rendimenti dell’S&P 500 nei 12 mesi successivi alle elezioni di metà mandato, dal 1950 al 2022 (in %)

Fonte: Carson Investment Research, Ycharts
Tempo di elezioni di metà mandato negli Stati Uniti d’America: il voto del 3 novembre – in cui saranno rinnovati tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 seggi del Senato – sarà un test importante per il presidente repubblicano Donald Trump. Anche se il suo mandato proseguirà per altri due anni, le “Midterm” serviranno a saggiare l’umore dell’elettorato e potrebbero portare a una modifica degli equilibri all’interno del Congresso, attualmente a maggioranza repubblicana in entrambi i rami.
Tra i numerosi temi che potrebbero influenzare l’orientamento degli elettori ci sono le preoccupazioni legate all’inflazione e all’aumento dei rendimenti dei Treasury, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mercato del lavoro, ma anche le ripercussioni del conflitto in Iran.
Midterm e mercati: vediamo cosa ci dice la storia
Ma al netto della politica, cosa significano le elezioni di metà mandato per i mercati finanziari e per gli investitori? Le abbondanti statistiche storiche sul comportamento di Wall Street prima e dopo il voto ci raccontano che, tipicamente, gli anni delle Midterm non sono particolarmente positivi per l’equity: stando ai dati Morningstar citati da BlackRock (1), tra il 1926 e il 2026 l’azionario USA è salito in media di solo il 7,5% negli anni delle elezioni di metà mandato, contro una media del 12,4% negli altri anni. La ragione di questa sottoperformance sembra stare tutta in una parola: incertezza.
Con l’avvicinarsi delle Midterm, infatti, tende ad aumentare l’incertezza sulle politiche fiscali, sulla regolamentazione, sulle priorità di spesa pubblica e sulle altre decisioni politiche. Gli investitori si trovano a dover valutare un ampio ventaglio di possibili scenari, mentre la campagna elettorale alimenta un flusso continuo di proposte e previsioni spesso contrastanti.
Una volta superato il momento del voto, però, la nebbia si dirada. E con il venir meno della tanto temuta incertezza, i mercati hanno spesso recuperato il terreno. Una altrettanto corposa letteratura statistica mostra infatti che, storicamente, Wall Street tende a mettere a segno rendimenti superiori alla media nei 12 mesi successivi a un’elezione di metà mandato (vedere il grafico in apertura). Insomma, non è tanto una questione di preferenza politica: ai mercati piace “vederci chiaro” e apprezzano la tranquillità, mentre si agitano quando aumenta, appunto, l’incertezza.
Un po’ per lo stesso motivo, giusto per chiudere il cerchio delle statistiche storiche, i mercati tendono a registrare performance migliori quando Camera e Senato sono controllati da partiti diversi. Un Congresso “diviso”, infatti, fa più fatica ad approvare nuove riforme. E per le Borse è, per certi versi, una buona notizia: semplificando molto, meno cambiamenti improvvisi significano maggiore prevedibilità.
WALL STREET PREFERISCE UN CONGRESSO DIVISO?
Rendimento medio annuo dell’S&P 500 in base al partito del presidente e alla composizione del Congresso USA, 1951-2025 (%)

Fonte: Carson Investment Research, Facset, 1951-2025
Tempo di elezioni Midterm: cosa potrebbe succedere nel 2026?
Cosa dobbiamo aspettarci, quindi, per il 2026? È davvero già tutto scritto? Ovviamente no: la storia può darci qualche indicazione di massima, ma non si ripete mai uguale a sé stessa. E in effetti, almeno finora, il 2026 sembra aver seguito un copione diverso rispetto a quello suggerito dalle statistiche storiche.
Nonostante le tensioni internazionali, i rincari del petrolio, i timori sull’inflazione e le incertezze legate alla politica commerciale statunitense, Wall Street ha mostrato una notevole capacità di tenuta, con l’indice S&P 500 che ha guadagnato il +13,32% da inizio anno (2) (dati al 21 ottobre 2026).
Una contraddizione? Solo in apparenza. La realtà è che le elezioni hanno sì la loro importanza, ma le Borse guardano con attenzione anche (e soprattutto) ad altri fattori: le prospettive di crescita dell’economia, le decisioni della Federal Reserve, gli investimenti delle imprese. E gli utili aziendali.
Proprio quest’ultimo elemento offre una chiave di lettura interessante per il 2026. Mentre l’attenzione si concentrava sulle tensioni geopolitiche e sulle incognite legate all’Intelligenza Artificiale, le aspettative degli analisti sugli utili delle società dell’S&P 500 sono migliorate sensibilmente. Secondo i dati FactSet, tra la fine di febbraio e la metà di ottobre le stime degli utili per azione (gli EPS) per il 2026 e il 2027 sono state riviste al rialzo di circa il 16%, sintomo di fiducia nella capacità delle grandi aziende USA di continuare a generare profitti, malgrado le incognite.
MIGLIORANO LE ASPETTATIVE SUGLI UTILI DI WALL STREET
Stime degli utili per azione dell’indice S&P 500

Fonte: Factset Earnings Insight, 27 febbraio e 16 ottobre 2026
Oltre le elezioni: cosa conta davvero per chi investe
Le elezioni possono catalizzare l’attenzione dei mercati e influenzarne l’andamento nel breve periodo, ma difficilmente bastano, da sole, a determinarne la direzione nel lungo termine. A contare – come sempre – sono i fondamentali economici: la crescita, l’andamento dell’inflazione e dei tassi d’interesse, gli investimenti delle imprese. Tutte variabili indipendenti dal calendario elettorale.
Per chi investe, il tema è di natura più che altro “comportamentale”. Durante le campagne elettorali, con le notizie, i sondaggi e le previsioni contrastanti che si susseguono, la tentazione di modificare l’asset allocation per anticipare il risultato delle urne può farsi sentire molto forte: ma disinvestire nel timore di un ribasso espone al rischio di perdere il successivo recupero. I dati storici ci dicono, per l’appunto, che alla volatilità pre-elettorale ha spesso fatto seguito una ripresa.
E riuscire a individuare il momento giusto per rientrare è – potremmo dire – una pura illusione: si rischia di abbandonare una strategia tarata sui propri obiettivi (di breve, medio e, specialmente, lungo periodo) per inseguire la vaghezza del momento. Ed è un gioco che decisamente non vale la candela. Anche per questo, mantenere un approccio disciplinato e diversificato è più saggio che cercare di prevedere chi vincerà le prossime elezioni.
(1) https://www.blackrock.com/us/financial-professionals/insights/2026-midterm-elections-and-market-performance
(2) https://www.spglobal.com/spdji/en/indices/equity/sp-500/?currency=USD&returntype=P-#overview
Bisogno di una consulenza?
Questo articolo ti è piaciuto?
Disclaimer
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. I contenuti degli articoli pubblicati sul presente sito sono redatti da AdviseOnly.com, Financialounge.com, dal content team di Wealthype.ai o TrueNumbers.it. Fineco non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, completezza e veridicità delle informazioni fornite. Il contenuto degli articoli pubblicati sul sito Fineco non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti nè attivita' di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Fineco declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.
Menù
Piazza Del Tricolore, 2
20129, Milano
Mostra numero di telefono
Mostra e-mail
COPYRIGHT © 2026
- All Rights Reserved
- Fineco Bank S.p.A.
Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Antonio Esposito e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.