SpaceX: un’IPO da alieni
Data pubblicazione: 10 giugno 2026
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- L’uscita del film di Spielberg, il programma Pursue e l’IPO di SpaceX riaccendono i fari sullo spazio.
- Energia, sicurezza, difesa, tech: la Space Economy è il campo da gioco dei nuovi interessi globali.
- È sempre bene investire in un’ottica di lungo periodo, evitando hype ed eccessi di entusiasmo.
OCCHI SULLA TERRA: LA DOMANDA DI SISTEMI DI OSSERVAZIONE È PREVISTA IN COSTANTE CRESCITA
Diffusione più rapida in Asia Pacifico, Sud America e Caraibi, Medio Oriente e Africa

Fonte: EU Space Market Report, 2026. Tutti i valori sono in milioni di euro
“I want to believe” era scritto alle spalle del protagonista di X-Files, si poteva leggere sotto alla foto di un disco volante, appesa nel suo ufficio all’FBI. Il detective di quella serie iconica degli anni ‘90 cercava le prove dell’esistenza degli alieni: apparentemente non gli credeva nessuno, ma era il deep state a voler insabbiare tutto. O forse, invece, gli indizi gli arrivavano appositamente perché lui prima o poi rivelasse la verità?
Siamo nel 2026 e sul tema degli UFO, oggi UAP, non sembra esserci molta più chiarezza. Ma certamente sul più ampio tema dello spazio l’attenzione è altissima.
Andiamo per gradi.
Venerdì 12 giugno esce in tutti i cinema del pianeta Terra “Disclosure Day”, il nuovo film di Steven Spielberg che esplora le conseguenze globali di una prova inconfutabile dell’esistenza di forme di vita extraterrestri.
- Questo accade mentre negli Stati Uniti l’attenzione verso i cosiddetti “fenomeni anomali non identificati” (Unidentified Anomalous Phenomena, o UAP) ha registrato un’impennata con il lancio di PURSUE (1), il nuovo programma dell’amministrazione Trump, avvenuto l’8 maggio. Va detto che, al di là del clamore mediatico, per ora gli scienziati e l’ufficio investigativo del Pentagono continuano a sottolineare che non esistono prove conclusive di vita extraterrestre. La sola certezza è, appunto, il clamore dei media.
- Sotto i riflettori è finita anche Space Exploration Technologies, meglio nota come SpaceX. La creatura di Elon Musk, specializzata in razzi e AI e nata con l’obiettivo di portarci su Marte, si prepara a sbarcare non sul pianeta rosso ma sul Nasdaq, il listino tecnologico statunitense.
Un’IPO (2), questa, con cui SpaceX punta a raccogliere nuovi capitali per 75 miliardi di dollari USA, a fronte di un obiettivo di valutazione posto a 1.800 miliardi. Ciò avviene in un mercato che sta battendo più di un colpo, grazie a una serie di grandi società ad alta crescita nei comparti dello spazio e dell’Intelligenza Artificiale che si stanno predisponendo al debutto. Oltre a SpaceX, infatti, anche Anthropic e OpenAI stanno allestendo lo sbarco in Borsa.
Siamo di fronte a una nuova era della Space Economy? O non sarà, forse, l’ennesimo caso di esaltazione di massa che potrebbe ridimensionarsi da un momento all’altro?
Per rispondere, è indispensabile distinguere fra onda mediatica e vera tendenza.
Perché tutti parlano (di nuovo) di Space Economy?
Lo spazio sta riguadagnando le prime pagine. E per tutta una serie di motivi. Il cinema, abbiamo detto. E i programmi governativi. Ma anche la geopolitica. Gli Stati Uniti e la Cina sono in competizione (anche) nella nuova corsa alla Luna. Questa volta, non per ragioni reputazionali. O meglio: anche. L’obiettivo finale, però, è piazzare sul nostro unico satellite naturale una presenza umana stabile, possibilmente entro il 2030, e sfruttare tre cose estremamente importanti:
- le risorse lunari (ghiaccio idrico, Elio-3, terre rare);
- il potenziale della Luna in termini di “campo base” per le ulteriori esplorazioni spaziali;
- il potenziale della Luna anche in termini di monitoraggio delle aree d’interesse sulla Terra (attraverso i satelliti artificiali).
E il primo che arriva, solitamente, detta le regole d’ingaggio a tutti gli altri. C’è anche un tema di sicurezza: l’amministrazione Trump, fra le altre cose, parla da tempo di un colossale progetto di difesa missilistico spaziale, il “Golden Dome”, che può realizzarsi sono attraverso un contributo dallo spazio.
Sullo sfondo di tutto questo, risulta chiaro che la Space Economy è sempre meno una nicchia futuristica e sempre più un tassello della competizione tecnologica e geopolitica globale.
Ma cosa c’è dietro l’etichetta “Space Economy”?
Che la Space Economy sia diventata una faccenda estremamente seria ce lo conferma l’ultima edizione dello “EU Space Market Report” (3), dedicato in particolare al downstream spaziale. Di che cosa stiamo parlando? Giusto due parole per definire il perimetro.
- L’upstream è il segmento della catena del valore aerospaziale che riguarda l’ideazione, la progettazione, la produzione e la messa in orbita delle infrastrutture abilitanti.
- Il downstream comprende tutti i servizi e le applicazioni che usano dati e infrastrutture satellitari: dalle telecomunicazioni al GPS, dal monitoraggio climatico alla (conseguente) agricoltura di precisione.
Per motivi di sicurezza (anche alimentare), è proprio questo secondo aspetto della Space Economy a rappresentare oggi uno dei segmenti a maggior crescita. Esempio: se vuoi che una certa coltivazione arrivi sana e salva al raccolto, vorrai sapere dove colpirà la siccità o un altro evento meteorologico estremo. I dati che arrivano dallo spazio ci consentono di prevederlo e di limitare – o evitare del tutto – i danni.
Il rapporto esplora l’evoluzione di ambiti strategici come i sistemi di navigazione satellitare (GNSS), l’osservazione della Terra (EO), le comunicazioni satellitari sicure e, per la prima volta, anche la Space Situational Awareness (SSA), ossia l’insieme delle tecnologie utilizzate per monitorare ciò che accade nello spazio orbitale. Quel che emerge è soprattutto la crescente convergenza fra infrastrutture spaziali, telecomunicazioni, AI e sicurezza. Non più soltanto razzi e suggestive missioni spaziali, dunque, ma un ecosistema tecnologico sempre più integrato nell’economia reale.
E i numeri ci restituiscono proprio questa trasformazione. Secondo il report, il mercato dell’osservazione terrestre dovrebbe più che raddoppiare nel prossimo decennio, passando dai circa 3,5 miliardi di euro di ricavi registrati nel 2024 a quasi 8 miliardi entro il 2034. A trainare la crescita sarà soprattutto il settore agricolo, sempre più dipendente da dati satellitari, monitoraggio climatico e tecnologie di precisione, e già oggi grande protagonista.
OSSERVAZIONE TERRESTRE: LA RIPARTIZIONE DEI RICAVI PER SEGMENTO
Quota percentuale 2024 sul totale da 3,5 miliardi di euro

Fonte: EU Space Market Report, 2026
I ricavi legati ai sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) dovrebbero salire dai 300 miliardi di euro circa del 2024 a 580 miliardi e più entro il 2034. Il report evidenzia poi come le grandi tendenze macro – dal cambiamento climatico all’urbanizzazione fino ai nuovi scenari geopolitici – stiano accelerando l’integrazione fra osservazione terrestre, navigazione satellitare e comunicazioni sicure. E, se guardiamo bene, vediamo che, anche solo limitandoci alla prima delle tre voci, anche l’Europa sta facendo la sua parte.
GENERAZIONE DI RICAVI NEL SETTORE DELL'OSSERVAZIONE DELLA TERRA PER REGIONE
Ripartizione percentuale nel 2024

Fonte: EU Space Market Report, 2026
Mediare tra curiosità e opportunità, senza cedere agli eccessi
Ora, il rischio – come spesso accade – è che entusiasmo e aspettative finiscano per correre più velocemente delle aziende. Questo, naturalmente, non significa che il Megatrend dell’economia spaziale sia privo di basi solide, e lo abbiamo appena visto. Allo stesso tempo, però, oltre alle opportunità, bisogna tenere a mente i rischi per l’investitore, che potrebbe cedere alla tentazione di concentrare nel suo portafoglio pochi titoli considerati particolarmente “cool”.
Invece di inseguire l’hype del momento, ha molto più senso osservare il fenomeno in un’ottica di lungo periodo e di diversificazione, valutando adeguatamente tutte le possibili modalità di esposizione.
E’ certamente possibile intercettare eventuali occasioni pur senza cedere agli eccessi di entusiasmo, trovando il giusto punto di mediazione tra opportunità e interesse per le novità. E in questo, un consulente finanziario può essere certamente di grande aiuto.
Per trovare le prove dell’esistenza aliena, invece, dovrete probabilmente proseguire la ricerca da soli, ma ricordate che “la verità è là fuori”.
(1) PURSUE, ossia Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters
(2) IPO sta per Initial Public Offering, ossia Offerta Pubblica Iniziale.
(3) https://www.euspa.europa.eu/sites/default/files/documents/EU_Space_Market_Report_2026.pdf
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